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PSL Zero6

Blog - PSLZERO6

Edizioni Junior

I cento linguaggi dei bambini

La rivoluzione del Reggio Emilia Approach nel cuore dell’educazione
di Redazione

Scrivici all’indirizzo email: comunicazione@educademi.org

28 luglio 2026

ABSTRACT

Qual è la vera natura dell’infanzia? Troppo spesso la scuola e la cultura tradizionale tendono a separare la testa dal corpo, dicendo ai bambini che il “cento” non c’è, rubando loro novantanove modi di pensare, giocare e parlare. I cento linguaggi dei bambini, edito da Edizioni Junior, nasce per rispondere a questa sfida, documentando una delle esperienze educative più innovative e ammirate al mondo: il Reggio Emilia Approach.

Curato da Carolyn Edwards, Lella Gandini e George Forman, il volume rappresenta lo sviluppo del pensiero di Loris Malaguzzi, il “genio guida” che ha saputo costruire una comunità educativa dove il potenziale intellettuale, emotivo e sociale dei piccoli viene coltivato con cura e rispetto.

Una pedagogia della relazione e dell’ascolto

Il libro non si limita a descrivere un metodo, ma racconta un’esperienza corale in cui insegnanti, bambini e famiglie si sentono corresponsabili di un progetto educativo aperto al futuro. Al centro di questa filosofia troviamo l’immagine di un bambino competente, un soggetto attivo e “costruttore” che possiede fin dalla nascita il desiderio di sentire parte del mondo e di organizzarne i significati.

Uno dei pilastri affrontati nel testo è la pedagogia dell’ascolto, una qualità che permette di valorizzare le interpretazioni dei bambini, togliendoli dall’anonimato e dando visibilità ai loro processi di pensiero. In questo contesto, l’atelier diventa un luogo fondamentale: uno spazio impertinente e creativo dove le mani possono “riconversare” con la mente, intrecciando razionalità, emozione ed estetica.

L’approccio di Reggio Emilia, qui ampiamente documentato, trasforma la scuola in un luogo di democrazia, dove la partecipazione delle famiglie non è un semplice supporto, ma una componente essenziale della catena del valore educativo.

Attraverso un approccio socio-costruttivista, il testo esplora i “cento linguaggi” dell’infanzia, mostrando come il pensiero nasca proprio nell’azione: nel gioco, nel disegno e perfino nelle routine quotidiane. Non esiste una separazione tra corpo e mente; ogni movimento è un modo per soppesare il mondo e cercare soluzioni.

Gli autori ci insegnano ad “allenare lo sguardo” per cogliere lo straordinario nel quotidiano. Un semplice scalino da superare o un ciuccio che ruota sul pavimento diventano così laboratori di fisica e logica, dove il bambino sperimenta successi, errori e nuove conquiste di autostima.

Punti di forza ed elementi chiave dell'opera

Il lettore troverà in quest’opera un patrimonio inestimabile di riflessioni e strumenti pratici:

  • La voce di Loris Malaguzzi: una lunga e profonda intervista che ripercorre la storia, le idee e le radici della pedagogia reggiana.
  • Contributi internazionali: saggi di studiosi del calibro di Howard Gardner e Jerome Bruner, che analizzano il successo del “miracolo” reggiano da una prospettiva scientifica e globale.
  • La documentazione pedagogica: un’analisi dettagliata di come rendere visibili i processi di apprendimento, trasformando l’osservazione in un’arte professionale e in uno strumento di ricerca continua.
  • Inclusione e “diritti speciali”: una riflessione profonda sull’accoglienza della disabilità, intesa come stimolo per ampliare i linguaggi e le strategie conoscitive per tutti i bambini.
  • Il ruolo dell’insegnante-ricercatore: una visione dell’educatore che non si limita a trasmettere saperi, ma apprende insieme ai bambini, facendosi partner e guida nel loro percorso di scoperta.

A chi è rivolto questo libro

Questa lettura è considerata essenziale per educatori, insegnanti e pedagogisti che desiderano uscire dall’isolamento professionale e accendere il gusto della ricerca e della sperimentazione. È un testo fondamentale per gli studenti universitari che cercano una base teorica solida ma intrinsecamente legata alla pratica.

Il volume è rivolto anche ai genitori, per aiutarli a sviluppare una visione dell’infanzia più ricca e complessa, e a tutti i professionisti della cura che vedono nell’educazione un bene comune e una leva di emancipazione sociale.

Per i genitori, infine, è una guida preziosa per imparare a rispettare i tempi naturali di crescita, favorendo strategie basate sull’ascolto e sulla fiducia nelle potenzialità dei propri figli.

Conclusione

I cento linguaggi dei bambini non offre ricette veloci o formule preconfezionate, perché in educazione le soluzioni rapide non funzionano. È piuttosto un invito a “saltare il muro” dei pregiudizi e dell’ovvio per scoprire un bambino nuovo, capace di meravigliarsi e di produrre cultura.

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